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Margherita Redaelli – Le fonti antiche negli ultimi scritti morali di p. Matteo Ricci, 5 Marzo 2010 PDF Stampa E-mail

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La classicità latina e greca costituisce il nucleo della formazione di p. Ricci al Collegio Romano e rimane riferimento costante in tutta la sua produzione in lingua mandarina.

Tuttavia solo negli « ultimi scritti morali » (Venticinque Sentenze, Dieci Paradossi, Otto Canzoni), le fonti, tutte di origine stoica e di carattere sapienziale, vengono attentamente mediate e presentate sotto forma di insegnamento personale di carattere esclusivamente etico. La loro identificazione fornisce una chiave di lettura unitaria dell’opera di evangelizzazione di p. Ricci: tracciando un parallelo tra scuole confuciane e insegnamenti stoici, proponeva di ripercorrere in Cina il passaggio, avvenuto in Occidente, dalla morale naturale alla verità rivelata, facendo compiere alla civiltà cinese un progresso fondamentale verso la modernità.

Margherita Redaelli, nata a Milano nel 1984, si è laureata nel 2007 in filosofia e nel 2009 in scienze politiche all’università di Pisa. È stata allieva della Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha sostenuto una tesi sul concetto di società civile, e ha ottenuto un Master in Economia dello sviluppo alla London School of Economics con la tesi Redistributive agrarian reform and mechanization: evidence from China. Da sempre interessata al fenomeno cinese, ha pubblicato uno studio su Matteo Ricci che individua le idee filosofiche e scientifiche della cultura occidentale che Ricci utilizzò nella sua opera di evangelizzazione e fornisce per la prima volta un quadro completo delle fonti greche e latine dei suoi scritti morali in lingua mandarina (Il Mappamondo con la Cina al centro. Fonti antiche e mediazione culturale nell’opera di Matteo Ricci s.j., edizioni ETS, Pisa). L’Accademia dei Lincei e la British Academy le hanno offerto nel 2009 una borsa di studio per proseguire la sua ricerca.

È diplomata in pianoforte al Conservatorio di Milano. Ha lavorato a Roma per la RAI, a Bruxelles per la Commissione Europea e a Parigi per la Banca di Francia. Dal 2002 collabora con la redazione milanese di Radio popolare.

 

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