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Giovanni Criveller – Il metodo missionario di p. Matteo Ricci Holy spirti Study Center, Hong Kong, 6 Marzo 2010 PDF Stampa E-mail

 

CRIVELLER
Il metodo missionario di Matteo Ricci viene analizzato in chiave soprattutto teologica, a partire dal complesso della sua attività e scritti, in particolare la Della entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina e le lettere.
Nel contributo si propone un confronto Ricci con un altro grande missionario, Paolo di Tarso, e con altri missionari coevi di Ricci: Nicolò Longobardo, Michele Ruggieri ed Alessandro Valignano. Ricci, come Paolo, aveva degli obiettivi precisi, che cercò di raggiungere con grande determinazione, ma era flessibile circa i mezzi, adattando le sue strategie alle situazioni e all’esperienza. L’obiettivo di Ricci non era quello di raccogliere i frutti della predicazione, nemmeno quello di seminare, quanto piuttosto di aprire una porta sicura per la fondazione del cristianesimo tra il popolo cinese. Pechino era la meta finale dell’ascesa di Ricci, da dove egli proponeva di ottenere la libertà di predicazione in tutta la Cina. Come Paolo, Ricci fondò comunità relativamente piccole ma collocate nei centri urbani più importanti. La predicazione al popolo per ottenere numerose conversioni era la seconda, necessaria, fase di evangelizzazione: un’attività che Ricci non riservava a se, ma ai suoi successori, tra i quali spicca Longobardo. Il metodo missionario di Ricci fu un intreccio di strategie complementari: l’ascesa a Pechino; il permesso imperiale; ‘l’apostolato’ scientifico; il passaggio dalla ‘via buddista’ a quella ‘confuciana’; l’accomodamento; la distinzione tra catechismo e dottrina cristiana e tra ‘apostolato’ diretto e indiretto; l’ammissione nella Compagnia di candidati locali e l’autonomia da Macao; ‘l’apostolato’ attraverso i libri; la frequentazione di letterati e funzionari e l’amicizia sincera con alcuni di essi. Nel regno della Cina, dove “sono molto pregiate le lettere”, Ricci trovò nell’argomentazione razionale una via di dialogo e di evangelizzazione.

Gianni Criveller, nato a Treviso nel 1961, è sacerdote del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere). Si è addottorato in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Napoli) con una tesi sulle prime cristologie in lingua cinese. Dal 1991 vive ed opera in ambiente cinese, con lunghe permanenze a Taiwan, Macao, Hong Kong e la Repubblica Popolare Cinese. Attualmente risiede ad Hong Kong dove insegna Teologia della missione presso l’Holy Spirit Seminary College e collabora con l’Università Cinese di Hong Kong. Criveller svolge attività di ricerca presso l‘Holy Spirit Study Centre, uno dei migliori osservatori al mondo sul cristianesimo in Cina, scrivendo per la rivista Tripod ed altre riviste specializzate. È autore di numerosi libri e saggi, tra i quali Preaching Christ in Late Ming China (1997, in cinese nel 1999); Maschere e volti della Cina oggi (2000); Alberico Crescitelli (con Angelo S. Lazzarotto, 2005); From Milan to Hong Kong (anche in cinese, 2008). Sono in corso di pubblicazione a Macao e a Brescia due saggi su Matteo Ricci.

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